Storia di Osimo
La città di Osimo venne fondata intorno al VI/VII secolo a.C. dai coloni greci che avevano fondato già Ancona, al solo scopo di ingrandire ulteriormente la colonia appena creata.
Siccome sorgeva in una posizione strategica, situata infatti in cima ad una collina che le permette di dominare dall'alto tutta la vallata circostante, Osimo fu continuamente contesa tra diversi popoli, tra i quali Celti, Galli e Piceni.
Allo scopo di proteggersi dai continui tentativi di invasione, gli osimani si allearono con i romani che – alla fine – annessero invece la città ai propri, già vasti, territori, intorno al 270 a.C.
Durante il predominio romano, venne cinta da mura allo scopo di fortificarla, mura che sono ancora oggi visibili e che circondano in pratica l'intero centro storico della cittadina. Venne inoltre abbellita da statue, edifici, strade importanti che le diedero - per lunghi anni – un'importanza pari quasi a quella della città di Ancona, se non superiore.
Sottoposta a continui assedi da parte di Goti e Bizantini, entrò – intorno al 1100 – a far parte dell'impero papale, come libero comune, autonomo anche dal punto di vista legislativo. Si sviluppa in questo periodo notevolmente il commercio, rendendo la cittadina un punto di riferimento della zona marchigiana.
Intorno al 1400 i Malatesta affermano il loro predominio su Osimo, rendendolo un feudo, i cui cittadini però – per ribellarsi e proteggersi – costruiscono fortificazioni e cittadelle ancora oggi in parte riscontrabili sul territorio.
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